Tre giorni pieni sono il tempo giusto per Siwa: uno per la storia (Shali, Oracolo di Amon, Montagna dei Morti), uno per l’acqua (sorgenti e laghi salati) e uno per il deserto (le dune del Grande Mare di Sabbia al tramonto). Visto che il viaggio dal Cairo richiede circa 9-10 ore, conta anche un giorno di arrivo e uno di partenza.
Questo è l’itinerario che proponiamo ai nostri viaggiatori. Se vuoi prima conoscere storia e luoghi dell’oasi, leggi la scheda completa sull’Oasi di Siwa; per il viaggio, la guida Come arrivare a Siwa.
Prima di partire: tre cose da sapere
- Siwa è un’oasi tradizionale. La comunità è berbera, parla il siwi e ha costumi riservati: abbigliamento che copra spalle e ginocchia, e chiedi sempre prima di fotografare le persone, soprattutto le donne.
- I contanti servono. I bancomat sono pochi e non sempre funzionano: porta sterline egiziane a sufficienza.
- Ci si muove in bici o in carretto. Nel centro e nei dintorni si gira bene in bicicletta (si noleggia ovunque), in tuk-tuk o con i carretti trainati da asini; per il deserto serve una jeep 4x4 con autista.
Giorno 1 — La Siwa storica
Mattina: Gebel al-Mawta, la Montagna dei Morti
Comincia presto, quando la luce è morbida, da Gebel al-Mawta: una collina conica forata da tombe scavate nella roccia, usate tra l’epoca tardo faraonica e quella romana. Alcune conservano pitture murali ben visibili. Dalla cima la vista sui palmeti e sui laghi è splendida.
Tarda mattina: Aghurmi e l’Oracolo di Amon
A pochi chilometri si trova il villaggio abbandonato di Aghurmi, sulla cui rupe sorge il Tempio dell’Oracolo di Amon. Qui, nel 331 a.C., Alessandro Magno venne a interrogare l’oracolo, che lo avrebbe riconosciuto come figlio di Amon. Poco più in basso ci sono i resti del tempio di Umm Ubayda.
Pomeriggio: Bagno di Cleopatra
Dopo pranzo, una pausa rinfrescante al Bagno di Cleopatra (Ain Juba), una grande vasca di pietra alimentata da una sorgente naturale, circondata da palme e piccoli caffè. Si può fare il bagno: per rispetto delle abitudini locali, meglio un costume coprente o una maglietta sopra.
Tramonto: la fortezza di Shali
Chiudi la giornata alla fortezza di Shali, la vecchia città di Siwa costruita in kershef, un impasto di sale, fango e roccia. Fu in gran parte danneggiata da piogge eccezionali nel Novecento e oggi è un labirinto di vicoli e muri modellati come sculture. Salire in cima al tramonto, con il richiamo alla preghiera che si alza dalla moschea, è uno dei momenti più belli del viaggio.
Giorno 2 — L’acqua nel deserto
Mattina: i laghi salati
Siwa si trova sotto il livello del mare ed è circondata da grandi laghi salati. In alcune zone, vicino alle cave di sale, ci sono vasche dall’acqua turchese con una concentrazione di sale così alta che si galleggia senza sforzo, come nel Mar Morto. Porta acqua dolce per sciacquarti e non bagnare il viso: il sale brucia gli occhi.
Pomeriggio: Gebel Dakrour e le sorgenti
Dedica il pomeriggio alle sorgenti dei dintorni, come Abu Shrouf con la sua acqua limpida, e a Gebel Dakrour, una montagna di arenaria famosa per i bagni di sabbia calda che i siwi praticano in estate. Da qui la vista sull’oasi è ampia e tranquilla.
Tramonto: isola di Fatnas
Il tramonto più famoso di Siwa si guarda dall’isola di Fatnas, una penisola di palme affacciata sul lago salato: si beve un tè seduti sui cuscini mentre il sole scende dietro le montagne del deserto.
Giorno 3 — Il Grande Mare di Sabbia
Il terzo giorno è per il deserto vero. Nel primo pomeriggio si parte in jeep 4x4 verso sud-ovest, dove iniziano le dune del Grande Mare di Sabbia, uno dei più grandi campi di dune del Sahara, che si estende fino alla Libia.
L’escursione classica comprende:
- salite e discese sulle dune in fuoristrada (l’autista guida, tu ti tieni forte);
- sandboarding sulle dune più alte;
- un bagno in una sorgente calda in mezzo alla sabbia, come Bir Wahed, e in un laghetto di acqua fredda poco lontano;
- tè beduino al tramonto sulla cresta di una duna.
Si può rientrare a Siwa per cena oppure fermarsi per una cena e una notte in un campo nel deserto, sotto un cielo stellato spettacolare.
Dove dormire e cosa mangiare
A Siwa trovi ecolodge costruiti in kershef immersi nei palmeti, piccoli hotel nel centro e campi nel deserto: abbiamo raccolto le opzioni nella guida Dove dormire a Siwa. Da assaggiare: i datteri (Siwa ne produce di eccellenti), le olive e l’olio locale, il pane cotto nei forni a legna e i piatti di carne cotta lentamente sotto la sabbia.
Quando andare
Il periodo migliore è da ottobre ad aprile, con giornate tiepide e notti fresche; l’estate è molto calda. In autunno si svolgono le feste del raccolto dei datteri. Trovi temperature mese per mese nella guida Meteo a Siwa e quando andare.
Con più tempo: Siwa e Deserto Bianco
Se hai una settimana puoi unire Siwa al Deserto Bianco con il tour Siwa, Bahariya e Deserto Bianco. Con 4 giorni in tutto, il nostro tour dell’Oasi di Siwa segue esattamente questo itinerario, con trasporto privato dal Cairo o da Alessandria.
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Domande frequenti
Bastano 2 giorni a Siwa?
Due giorni pieni bastano per i siti principali e un’escursione nelle dune, ma con tre giorni il ritmo è molto più rilassato e puoi goderti sorgenti e tramonti.
Si può girare Siwa da soli?
Nell’oasi sì, in bicicletta o tuk-tuk. Per il Grande Mare di Sabbia invece serve sempre una jeep 4x4 con autista locale autorizzato.
Siwa è adatta ai bambini?
Sì: bici, bagni nelle sorgenti, galleggiamento nei laghi salati e sandboarding piacciono molto ai ragazzi. Porta cappelli e crema solare.
Cosa comprare a Siwa?
Datteri, olive e olio d’oliva, sale di Siwa, cesti intrecciati e ricami tradizionali siwi.