Ritratto del Fayoum dipinto su tavola di legno con il volto di un defunto di epoca romana
Deserto e Oasi

Ritratti del Fayoum: Storia, Tecnica e Dove Vederli

11 ottobre 2026 · 10 min di lettura

I ritratti del Fayoum sono volti dipinti su sottili tavolette di legno, a encausto (cera d’api calda) o a tempera, che venivano fissati con le bende sul viso delle mummie nell’Egitto di epoca romana, tra la fine del I secolo a.C. e la metà del III secolo d.C. Prendono il nome dall’oasi del Fayoum, a sud-ovest del Cairo, dove ne sono stati trovati moltissimi, soprattutto a Hawara ed er-Rubayat. Oggi ne sopravvivono meno di un migliaio, sparsi tra il Museo Egizio del Cairo e i grandi musei del mondo.

Guardare uno di questi volti è un’esperienza strana: occhi grandi che ti fissano, capelli pettinati secondo la moda di Roma, orecchini e collane, a volte un accenno di barba o una piccola cicatrice. Sono tra i ritratti più realistici che l’antichità ci abbia lasciato, e quasi duemila anni dopo sembrano ancora persone vive. In questa guida ti raccontiamo chi erano, come venivano dipinti, chi li ha scoperti e dove puoi vederli, in Egitto e in Italia, oltre a come visitare il Fayoum di oggi.

Chi erano i volti del Fayoum

Dopo la conquista di Alessandro Magno e il lungo regno dei Tolomei, il Fayoum era diventato una regione agricola ricchissima, popolata da coloni di origine greca, veterani e famiglie egiziane ellenizzate. Quando, dopo il 30 a.C., l’Egitto passò sotto Roma, questa società mista mantenne le proprie tradizioni funerarie egiziane, la mummificazione su tutte, ma adottò il gusto romano per il ritratto realistico.

Il risultato è un incontro unico di tre culture:

  • egiziana nella pratica della mummificazione e nella fede nell’aldilà;
  • greca nella tecnica pittorica, erede della grande pittura ellenistica andata quasi tutta perduta;
  • romana nell’idea del ritratto individuale e nelle mode, dalle acconciature ai gioielli.

I defunti ritratti appartenevano in genere alle classi agiate: funzionari, militari, commercianti, donne e bambini di famiglie benestanti. Proprio le acconciature e i gioielli, confrontati con quelli delle imperatrici e degli imperatori sulle monete e nei busti romani, permettono agli studiosi di datare molti ritratti.

La tecnica: encausto e tempera

L’encausto

La tecnica più famosa è l’encausto: i pigmenti venivano mescolati alla cera d’api, applicata calda o comunque resa lavorabile, con pennelli e piccole spatole. La cera dà ai colori una profondità e una luminosità particolari, quasi vellutate, e permette di modellare il volto con pennellate dense e sovrapposte. È per questo che molti ritratti a encausto sembrano avere una pelle vera, con luci sulla fronte e ombre sotto gli zigomi.

La tempera

L’altra tecnica è la tempera, con pigmenti legati da sostanze come colla animale o uovo. I ritratti a tempera hanno in genere un aspetto più opaco e piatto, con contorni più marcati, e risultano spesso meno “vivi” di quelli a encausto. In alcuni casi le due tecniche convivono.

Il supporto

Le tavolette erano sottili e leggere, spesso di tiglio o di altre essenze, a volte importate, ritagliate a misura della mummia. Esistono anche ritratti dipinti direttamente sul sudario di lino che avvolgeva il corpo. In molti casi si aggiungevano dettagli in foglia d’oro, come corone di alloro o gioielli.

Dipinti in vita o dopo la morte?

È una delle domande più affascinanti e ancora discusse. Alcuni studiosi pensano che una parte dei ritratti fosse dipinta quando la persona era in vita, magari esposta in casa, e poi adattata alla mummia; altri ritengono che molti siano stati eseguiti al momento della morte. Le analisi sui ritratti di cui è sopravvissuta anche la mummia hanno mostrato in diversi casi una buona corrispondenza tra l’età dipinta e quella reale del defunto.

Le grandi scoperte: Hawara ed er-Rubayat

SitoQuandoChiCosa è importante sapere
er-Rubayat1887abitanti locali, poi il mercante Theodor Grafritratti venduti senza documentazione di scavo
Hawara1887-1888 e 1910-1911Flinders Petriescavi documentati, ritratti ancora sulle mummie
Gerza, l’antica Philadelphia2022missione egizianaprimi nuovi ritratti trovati dopo oltre un secolo

er-Rubayat e Theodor Graf

Nel 1887 gli abitanti dell’area di er-Rubayat, nel Fayoum, riportarono alla luce un gran numero di ritratti. La maggior parte fu acquistata dal mercante austriaco Theodor Graf, che li espose in Europa e in America come opere d’arte. Fu un successo enorme, ma a caro prezzo per la scienza: essendo stati comprati da scavi non documentati, di questi ritratti sappiamo poco più del luogo di provenienza.

Hawara e Flinders Petrie

Quasi negli stessi anni l’archeologo britannico William Matthew Flinders Petrie, uno dei padri dell’archeologia scientifica, scavava la necropoli di Hawara, accanto alla piramide di Hawara del faraone Amenemhat III. Nel 1888 trovò i primi ritratti ancora collocati sulle mummie, documentandone il contesto. Petrie tornò a Hawara nel 1910-1911 e ne scoprì altri. Ai suoi scavi si deve gran parte di ciò che sappiamo sul modo in cui questi ritratti venivano usati.

Le nuove scoperte

Nel 2022 una missione archeologica egiziana ha annunciato il ritrovamento di nuovi ritratti a Gerza, nel Fayoum, l’antica Philadelphia: i primi ritrovamenti di questo tipo dopo quelli di inizio Novecento. Un segno che il Fayoum ha ancora molto da raccontare.

Non solo Fayoum

Per convenzione si parla di “ritratti del Fayoum”, ma ne sono stati trovati anche in altre zone d’Egitto, come Antinoe, Saqqara e altre necropoli della valle del Nilo. Il nome si deve semplicemente al fatto che il Fayoum ne ha restituiti di più.

Dove vedere i ritratti del Fayoum

Al Cairo

Il luogo più importante è il Museo Egizio del Cairo in piazza Tahrir, che conserva un nucleo significativo di ritratti, esposti al piano superiore insieme ad altri reperti di epoca greco-romana. Se visiti il Cairo prima o dopo il Fayoum, è la tappa ideale per vedere da vicino questi volti e poi raggiungere i luoghi da cui provengono.

In Italia

Non devi andare per forza in Egitto per vederne uno. In Italia ritratti del Fayoum sono conservati, tra gli altri, al Museo Archeologico Nazionale di Firenze e nel Museo Gregoriano Egizio dei Musei Vaticani, che espone un ritratto di giovane uomo.

E c’è una novità importante: dal 5 novembre 2026 al 2 maggio 2027 il Museo dell’Ara Pacis di Roma ospita la mostra “Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum”, con quasi cinquanta ritratti provenienti dal Museo Egizio del Cairo, dal Louvre, da altri grandi musei internazionali e da collezioni italiane. Tra i pezzi esposti c’è anche il celebre tondo dei due fratelli del Museo del Cairo, che secondo gli organizzatori non aveva mai lasciato l’Egitto. Un’occasione rara: verifica orari e biglietti sul sito ufficiale della mostra.

Nel resto del mondo

Grandi raccolte si trovano al British Museum di Londra, al Louvre di Parigi, al Metropolitan Museum di New York, al Getty di Los Angeles e in diversi musei tedeschi. Se viaggi spesso, cercali: ogni volto ha una storia.

Dal museo al Fayoum: visitare i luoghi dei ritratti

Vedere un ritratto in un museo è emozionante; camminare dove queste persone hanno vissuto lo è ancora di più. L’oasi del Fayoum è a circa due ore dal Cairo e si visita comodamente in giornata. Trovi una panoramica pratica nella guida della città di Fayoum.

Ecco cosa puoi collegare al tema dei ritratti:

  • La piramide di Hawara. È la piramide di mattoni crudi di Amenemhat III, oggi molto erosa ma suggestiva. La necropoli di epoca romana dove Petrie trovò i ritratti si estendeva proprio qui intorno, e nell’area sorgeva il leggendario “Labirinto” descritto dagli storici greci. Leggi la scheda sulla piramide di Hawara.
  • Qasr Qarun. Un tempio di epoca tolemaica ben conservato ai margini del deserto, vicino all’antica città di Dionysias: ti dà un’idea del mondo greco-egiziano in cui vivevano i protagonisti dei ritratti. Vedi la scheda su Qasr Qarun.
  • Il lago Qarun. Il grande lago salato, residuo dell’antico lago Moeris, che rese il Fayoum così fertile. Scopri il lago Qarun.
  • Tunis village. Il villaggio dei ceramisti affacciato sul lago, perfetto per una pausa pranzo e per un ricordo fatto a mano. Te lo raccontiamo nella guida a Tunis village.

A questi puoi aggiungere le meraviglie naturali dell’oasi: le cascate di Wadi el Rayan e la Valle delle Balene, patrimonio UNESCO, con i suoi fossili di balene di decine di milioni di anni fa. Il nostro tour Fayoum e Valle delle Balene dal Cairo le unisce in una giornata.

Un consiglio per il tuo itinerario

Se il tema ti appassiona, ti suggeriamo questo ordine: una mattina al Museo Egizio del Cairo per vedere i ritratti, e il giorno dopo l’escursione nel Fayoum, con sosta a Hawara. L’effetto è potente: prima guardi i volti, poi il paesaggio in cui vissero. Il periodo migliore va da ottobre ad aprile, come spieghiamo nella guida su quando andare nel deserto egiziano.

Vuoi un’escursione nel Fayoum con una sosta dedicata a Hawara e ai luoghi dei ritratti? Scrivici su WhatsApp e ti prepariamo una proposta su misura.

Domande frequenti

Cosa sono i ritratti del Fayoum?

Sono ritratti funerari dipinti su tavolette di legno o su lino, applicati sul volto delle mummie nell’Egitto romano tra la fine del I secolo a.C. e la metà del III secolo d.C. Uniscono la mummificazione egiziana alla pittura greca e al realismo romano.

Con quale tecnica sono dipinti?

Soprattutto a encausto, con pigmenti mescolati alla cera d’api, e a tempera, con pigmenti legati da colla o uovo. L’encausto dà ai volti la loro famosa luminosità.

Chi ha scoperto i ritratti del Fayoum?

Nel 1887 molti ritratti furono trovati a er-Rubayat e acquistati dal mercante Theodor Graf. Tra il 1887 e il 1888 l’archeologo Flinders Petrie scavò la necropoli di Hawara, trovando ritratti ancora sulle mummie, e vi tornò nel 1910-1911.

Dove si possono vedere i ritratti del Fayoum in Italia?

Ad esempio al Museo Archeologico Nazionale di Firenze e al Museo Gregoriano Egizio dei Musei Vaticani. Dal 5 novembre 2026 al 2 maggio 2027 quasi cinquanta ritratti sono esposti nella mostra all’Ara Pacis di Roma.

Quanti ritratti del Fayoum esistono?

Le stime parlano di meno di un migliaio di ritratti sopravvissuti, conservati in musei di tutto il mondo. Nuovi esemplari sono stati scoperti a Gerza nel 2022.

Si possono vedere ritratti nel Fayoum stesso?

I ritratti sono conservati nei musei, non sui siti. Nel Fayoum puoi però visitare la piramide di Hawara, dove sorgeva la necropoli scavata da Petrie, e altri luoghi di epoca greco-romana come Qasr Qarun.

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