Una mummia d'oro di epoca greco-romana esposta a Bawiti, nell'oasi di Bahariya
Deserto e Oasi

Valle delle Mummie d'Oro: Storia e Visita a Bahariya

11 ottobre 2026 · 8 min di lettura

La Valle delle Mummie d’Oro è una grande necropoli di epoca greco-romana nell’oasi di Bahariya, scoperta per caso nel 1996 quando l’asino di un guardiano inciampò in una buca nella sabbia. Gli scavi guidati da Zahi Hawass hanno riportato alla luce centinaia di mummie, molte con maschere dorate, e gli archeologi ritengono che sotto la sabbia ce ne possano essere fino a 10.000. La necropoli non è aperta al pubblico, ma una selezione delle mummie si vede nel piccolo museo di Bawiti, a circa 4-5 ore dal Cairo.

In questa guida trovi la storia della scoperta, cosa si vede davvero oggi, i monumenti vicini e come inserire la visita in un safari nel Deserto Bianco e Nero.

La scoperta: la storia dell’asino

Nel 1996 un guardiano delle antichità si stava spostando a dorso d’asino nell’area del tempio di Alessandro Magno, vicino a Bawiti. A un certo punto la zampa dell’animale sprofondò in una buca: guardando dentro, secondo il racconto più diffuso, l’uomo vide l’apertura di una tomba e il riflesso dorato di una maschera. È una delle scoperte archeologiche più celebri degli ultimi decenni proprio perché nata da un incidente banale.

La notizia arrivò al Consiglio Supremo delle Antichità egiziano, che decise di procedere con scavi sistematici.

Zahi Hawass e gli scavi

Gli scavi furono diretti dall’egittologo Zahi Hawass, all’epoca alla guida dell’area archeologica di Giza, che raccontò la scoperta nel libro Valley of the Golden Mummies. Già nella prima campagna di scavo furono documentate 105 mummie in poche tombe; le campagne successive portarono il totale a oltre 250 mummie.

Il dato che colpisce di più è la stima complessiva: secondo gli archeologi, la necropoli potrebbe contenere fino a 10.000 mummie. È una stima, non un conteggio, ma basta a capire perché il sito venga considerato uno dei cimiteri antichi più vasti d’Egitto. Gran parte dell’area è ancora da scavare.

Chi erano le mummie d’oro

Le mummie risalgono al periodo greco-romano, all’incirca tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C. In quell’epoca Bahariya era un ricco centro agricolo, noto già nell’antichità anche per il vino, e la sua popolazione era abbastanza prospera da permettersi sepolture curate.

Gli studiosi hanno individuato diversi tipi di sepoltura, che raccontano una società con classi diverse:

Tipo di sepolturaCome si presentaChi rappresentava
Maschera e cartonnage dorativolto e petto coperti da una sottile lamina d’oro, con scene religiosele famiglie più ricche
Cartonnage dipintolino e gesso decorati a colori, senza oroil ceto medio
Bende di lino semplicimummie avvolte senza decorazionile persone più modeste
Sepolture di bambinipiccole mummie, talvolta in contenitori di terracottabambini e neonati

Le immagini sulle maschere mescolano tradizione egizia (divinità come Anubi, Iside, Osiride) e gusto greco-romano nelle acconciature e nei volti: lo stesso incontro di culture che vedi nei ritratti del Fayoum, più o meno dello stesso periodo.

Cosa puoi vedere oggi

Il museo delle mummie a Bawiti

La necropoli vera e propria è un sito di scavo e non si visita. Le mummie più belle sono esposte in una piccola sala del museo delle antichità di Bawiti, il paese principale dell’oasi: le guide indicano una decina di mummie in vetrina, con maschere dorate, cartonnage e alcuni oggetti del corredo. La visita richiede circa mezz’ora.

È un museo piccolo e semplice, non paragonabile al Grand Egyptian Museum, ma vedere le maschere a pochi passi dal luogo in cui sono state trovate ha un fascino particolare. In alcuni periodi la fotografia all’interno non è consentita: chiedi al custode.

Le tombe di Bannentiu e Zed-Amun-ef-ankh

A breve distanza dal museo, nella necropoli di Qarat Qasr Salim, si visitano due tombe più antiche delle mummie d’oro: risalgono alla XXVI dinastia (VII-VI secolo a.C.) e appartengono a un padre e a un figlio, ricchi personaggi dell’oasi.

  • Tomba di Zed-Amun-ef-ankh (il padre): si scende attraverso un pozzo di alcuni metri fino a una camera con piccoli ambienti laterali; il soffitto è decorato con stelle e avvoltoi.
  • Tomba di Bannentiu (il figlio): ha le pitture meglio conservate, con scene di Anubi che prepara la mummia, divinità e il viaggio nell’aldilà.

Le scale sono strette e ripide: chi soffre di claustrofobia può fermarsi all’ingresso. Le tombe a volte sono chiuse per lavori, quindi verifica sul posto quali sono aperte.

Il tempio di Alessandro Magno

Il tempio che ha dato il via a tutto fu scoperto dall’archeologo egiziano Ahmed Fakhry nel 1938. Oggi restano una piccola cappella in arenaria con rilievi sbiaditi del sovrano macedone che fa offerte agli dèi e le tracce del suo cartiglio, oltre ai muri di un recinto con decine di ambienti. Non è spettacolare come i templi del Nilo, ma è uno dei pochissimi luoghi in Egitto legati direttamente ad Alessandro, che nel 331 a.C. raggiunse l’oracolo di Siwa.

Altri siti di Bahariya

A seconda del biglietto disponibile si possono vedere anche le cappelle di Ain el-Muftella e altri piccoli siti dell’oasi. Per un quadro completo dell’oasi, con sorgenti calde e palmeti, leggi la scheda sull’Oasi di Bahariya e la guida alla città di Bahariya.

Come si visita: biglietti e orari

In passato i siti di Bahariya si visitavano con un biglietto cumulativo acquistato presso l’ufficio delle antichità di Bawiti, valido per il museo e per alcune tombe e cappelle. Prezzi e modalità cambiano spesso, quindi non affidarti a cifre vecchie trovate online: chiedi alla tua guida o all’ufficio il prezzo aggiornato. I siti aprono in genere al mattino e chiudono nel pomeriggio, quindi organizza la visita prima di partire verso il deserto.

Quanto tempo serve

VisitaTempo indicativo
Museo delle mummie d’oro30-45 minuti
Tombe di Qarat Qasr Salim30-45 minuti
Tempio di Alessandro20-30 minuti
Totale con spostamenticirca 2-3 ore

Come arrivare a Bahariya

Bahariya si trova a circa 370 km a sud-ovest del Cairo, lungo una strada asfaltata nel deserto: in auto servono 4-5 ore. Ci sono anche bus di linea dal Cairo a Bawiti, ma gli orari non sempre si combinano bene con le visite e con il safari nel deserto. La soluzione più comoda è partire all’alba con un autista privato, visitare i siti di Bawiti nel primo pomeriggio e poi proseguire verso il deserto.

Mummie d’oro e Deserto Bianco: la combinazione perfetta

Quasi nessuno va a Bahariya solo per le mummie: l’oasi è la porta d’accesso al Deserto Nero, alla Montagna di Cristallo e al Deserto Bianco, con le sue sculture di calcare. Un programma tipico di due giorni funziona così:

  1. Giorno 1: partenza dal Cairo al mattino presto, pranzo a Bawiti, visita del museo delle mummie d’oro e delle tombe, poi in fuoristrada verso il Deserto Nero e il Deserto Bianco per il tramonto e la notte in campo tendato.
  2. Giorno 2: alba tra i “funghi” di calcare, rientro a Bahariya e ritorno al Cairo in serata.

È esattamente lo schema del nostro tour Deserto Bianco e Nero dal Cairo. Se preferisci un viaggio più lungo che unisce Bahariya a Siwa, c’è anche il tour Siwa, Bahariya e Deserto Bianco. Per scegliere il periodo giusto leggi quando andare nel deserto egiziano.

Vuoi vedere le mummie d’oro e dormire sotto le stelle del Deserto Bianco, con guida e trasporto privato dal Cairo? Prenota dalla nostra pagina oppure scrivici su WhatsApp: ti mandiamo un programma e un preventivo gratuito.

Domande frequenti

Si può visitare la Valle delle Mummie d’Oro?

La necropoli vera e propria è un’area di scavo chiusa al pubblico. Le mummie più belle si vedono nel museo delle antichità di Bawiti, nell’oasi di Bahariya, a breve distanza dal sito.

Quante mummie sono state trovate a Bahariya?

Negli scavi guidati da Zahi Hawass sono state documentate oltre 250 mummie. Gli archeologi stimano che la necropoli possa contenerne fino a 10.000, ma si tratta di una stima: gran parte dell’area non è stata scavata.

Le mummie sono davvero d’oro?

Non interamente: le più ricche hanno maschere e pettorali in cartonnage ricoperti da una sottile lamina d’oro. Altre sono dipinte o semplicemente avvolte in bende di lino, a seconda delle possibilità della famiglia.

Di che epoca sono le mummie d’oro?

Risalgono al periodo greco-romano, all’incirca tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C., quando Bahariya era un’oasi agricola prospera.

Quanto tempo serve per vedere le mummie d’oro?

Il museo si visita in circa mezz’ora; con le tombe di Qarat Qasr Salim e il tempio di Alessandro servono 2-3 ore in tutto. Si può fare comodamente prima di partire per il safari nel Deserto Bianco.

Si può fare in giornata dal Cairo?

È possibile, ma faticoso: sono circa 8-10 ore di auto andata e ritorno. Molto meglio unire le mummie a una notte nel Deserto Bianco, in un tour di due giorni.

Contattaci su WhatsApp