Fuoristrada tra le dune dorate del Grande Mare di Sabbia, a sud dell'oasi di Siwa
Deserto e Oasi

Grande Mare di Sabbia Egitto: Dune e Safari da Siwa

11 ottobre 2026 · 9 min di lettura

Il Grande Mare di Sabbia (Great Sand Sea) è un immenso campo di dune di circa 72.000 chilometri quadrati, a cavallo tra l’Egitto occidentale e la Libia orientale. Il punto più comodo per entrarci è l’oasi di Siwa, che si trova proprio sul suo margine nord-orientale: da lì partono i safari in 4x4 di mezza giornata o con notte in campo tendato, tra dune, sandboarding e sorgenti calde in mezzo alla sabbia. È una delle esperienze più forti che l’Egitto possa offrire, ma va fatta con un operatore locale autorizzato.

In questa guida trovi le dimensioni e la geografia, le storie di esploratori e leggende che lo circondano, cosa si fa davvero partendo da Siwa e le regole di sicurezza da conoscere.

Dove si trova e quanto è grande

Il Grande Mare di Sabbia si estende per circa 650 km da nord a sud e 300 km da est a ovest, per una superficie di circa 72.000 km²: un’area paragonabile a un quarto dell’Italia. La parte egiziana copre circa un decimo dell’intero Deserto Occidentale.

DatoValore indicativo
Superficie totalecirca 72.000 km²
Estensionecirca 650 km nord-sud, 300 km est-ovest
PaesiEgitto (ovest) e Libia (est)
Porta d’accesso turisticaOasi di Siwa, sul margine nord-orientale
Forma delle dunelunghe creste parallele, orientate grosso modo nord-sud
Periodo miglioreottobre-aprile

La caratteristica più impressionante sono le lunghe creste di sabbia che corrono quasi parallele per decine di chilometri, separate da corridoi più bassi. Viste dall’alto sembrano onde di un mare congelato, da cui il nome. Alcune dune raggiungono altezze notevoli, ma attorno a Siwa le escursioni si muovono soprattutto nella fascia esterna, più accessibile.

Siwa si trova a circa 50 km dal confine libico, nella parte orientale del Grande Mare di Sabbia. Se non conosci ancora l’oasi, parti dalla scheda sull’Oasi di Siwa.

Una storia di esploratori e leggende

I primi europei e le mappe

Il primo europeo a documentare il Grande Mare di Sabbia fu l’esploratore tedesco Friedrich Gerhard Rohlfs, che nella seconda metà dell’Ottocento lo chiamò Große Sandmeer, “grande mare di sabbia”. Solo negli anni Venti del Novecento, grazie anche alle mappe dell’esploratore egiziano Ahmed Hassanein, ci si rese conto della sua reale estensione.

Bagnold, le auto e la scienza delle dune

Tra la fine degli anni Venti e gli anni Trenta il militare e scienziato britannico Ralph Bagnold attraversò il deserto con automobili modificate, sperimentando tecniche per guidare sulla sabbia. Dalle sue spedizioni nacquero il libro Libyan Sands e uno studio sulla fisica della sabbia mossa dal vento ancora citato dai geologi. Durante la Seconda guerra mondiale la sua esperienza servì a creare il Long Range Desert Group, l’unità britannica che si muoveva nel deserto libico.

Zerzura, l’oasi perduta

Gli esploratori di quegli anni inseguivano anche una leggenda: Zerzura, un’oasi bianca piena di palme e tesori, citata in antichi manoscritti arabi e mai trovata. Bagnold e i suoi compagni fondarono perfino uno “Zerzura Club”. Tra i cacciatori di oasi perdute c’era anche l’ungherese László Almásy, il personaggio che ha ispirato il romanzo e il film Il paziente inglese.

L’esercito perduto di Cambise

La leggenda più famosa la racconta Erodoto: il re persiano Cambise, dopo aver conquistato l’Egitto, avrebbe inviato un esercito di circa 50.000 uomini da Tebe contro gli Ammoni, il popolo dell’oasi dell’oracolo di Amon, cioè Siwa. Secondo Erodoto una tempesta di sabbia li travolse e non arrivarono mai. Negli anni sono state annunciate diverse “scoperte” dei resti, mai confermate in modo definitivo dalla comunità scientifica: resta una delle storie più affascinanti del deserto, ma va presa come leggenda. Per saperne di più sull’oracolo che i persiani volevano raggiungere, leggi la scheda sul Tempio dell’Oracolo di Amon.

Il vetro del deserto libico

Nel sud del Grande Mare di Sabbia, tra le dune e molto lontano da Siwa, si trovano frammenti di un vetro naturale giallo-verde chiamato vetro del deserto libico. Secondo gli studi si è formato circa 29 milioni di anni fa, molto probabilmente per l’impatto di un meteorite che fuse la sabbia. Il frammento più celebre è lo scarabeo intagliato al centro di un pettorale di Tutankhamon.

Due cose da sapere: l’area del vetro non fa parte delle normali escursioni da Siwa (servono spedizioni di più giorni, permessi speciali e mezzi attrezzati), e portare fuori dall’Egitto minerali o materiali raccolti nel deserto senza autorizzazione può crearti seri problemi alla dogana.

Cosa fare nel Grande Mare di Sabbia partendo da Siwa

Safari in 4x4 tra le dune

La classica escursione parte nel primo pomeriggio. Il fuoristrada lascia la strada asfaltata e in pochi chilometri sei tra le dune: salite ripide, discese che fanno gridare e panorami infiniti. Gli autisti di Siwa conoscono bene questo terreno e adattano la guida ai passeggeri, quindi chiedi pure di andare più piano.

Sandboarding

Le dune vicino a Siwa sono perfette per il sandboarding: si scende in piedi come sulla neve o seduti, a seconda del coraggio. Le tavole di solito sono incluse nel safari. La parte faticosa è risalire a piedi, quindi tieni acqua a portata di mano.

Bir Wahed: sorgente calda e lago fresco

A circa 12-15 km da Siwa, oltre le prime dune, c’è Bir Wahed: una piccola vasca di acqua calda e sulfurea in mezzo alla sabbia, grande più o meno come una vasca idromassaggio, e poco lontano un laghetto di acqua dolce circondato da canne. Fare il bagno in una sorgente calda guardando le dune al tramonto è il momento che tutti ricordano. Per arrivarci serve un 4x4 e, secondo le fonti locali, anche un permesso, che di solito organizza l’operatore.

Fossili e paesaggi

In alcune zone ai margini delle dune affiorano fossili marini, ricordo di quando qui c’era il mare. La guida ti mostra i punti dove vederli: fotografali, ma lasciali dove sono.

Tramonto e notte in campo tendato

Molti safari si chiudono con il tramonto dall’alto di una duna, e chi vuole può fermarsi a dormire in un campo nel deserto, con cena intorno al fuoco e un cielo pieno di stelle. Le notti invernali sono fredde: serve un buon sacco a pelo.

AttivitàDurata tipicaPer chi è adatta
Safari 4x4 al tramontomezza giornatatutti, anche famiglie
Sandboarding30-60 minutichi ama un po’ di adrenalina
Bagno a Bir Wahed30-60 minutitutti, con costume e asciugamano
Notte in campo tendatouna nottechi vuole l’esperienza completa

Sicurezza, permessi e regole

Il Grande Mare di Sabbia non è un posto per l’improvvisazione. Ecco cosa sapere:

  • Permessi: per le escursioni fuori dalle strade principali intorno a Siwa servono permessi delle autorità, che l’operatore locale richiede in anticipo con i nomi dei partecipanti. Porta sempre il passaporto.
  • Solo con operatori autorizzati: noleggiare un fuoristrada e andare da soli tra le dune è pericoloso e non consentito.
  • Avvisi ufficiali: il governo britannico, nell’avviso aggiornato ad agosto 2026, include l’oasi di Siwa e la strada Marsa Matruh-Siwa tra le eccezioni accessibili, ma sconsiglia i viaggi non essenziali nel resto del deserto a ovest del Nilo. Le spedizioni profonde verso il confine o il sud del deserto sono un’altra cosa rispetto alle escursioni turistiche abituali vicino all’oasi. Controlla anche Viaggiare Sicuri della Farnesina prima di partire.
  • Acqua e sole: porta almeno due litri a testa, cappello, occhiali da sole e crema; il riflesso della sabbia brucia più di quanto pensi.
  • Freddo notturno: da novembre a febbraio di notte la temperatura scende parecchio.

Tutti i dettagli sono nella nostra guida sulla sicurezza nel deserto occidentale.

Quando andare

Il periodo migliore è da ottobre ad aprile: giornate tiepide, sabbia percorribile senza caldo estremo e tramonti limpidi. In estate le temperature nelle dune diventano molto alte e i safari si fanno solo nel tardo pomeriggio. Trovi il clima mese per mese nella guida Meteo a Siwa e quando andare.

Come inserire le dune nel viaggio a Siwa

Il Grande Mare di Sabbia si abbina perfettamente alle altre esperienze dell’oasi: una mattina tra la fortezza di Shali e l’oracolo di Amon, un bagno nei laghi salati di Siwa e il pomeriggio tra le dune fino al tramonto. Per arrivare all’oasi trovi tutte le opzioni in Come arrivare a Siwa, e una panoramica di tutte le esperienze nel deserto nella pagina Safari nel deserto in Egitto.

Il nostro tour dell’Oasi di Siwa in 4 giorni include il safari nel Grande Mare di Sabbia con un operatore locale, sorgenti, laghi salati e trasporto privato dal Cairo.

Vuoi vivere le dune del Grande Mare di Sabbia con permessi, fuoristrada e guida già organizzati? Richiedi il tuo preventivo dalla pagina di prenotazione oppure scrivici su WhatsApp: ti rispondiamo con un programma su misura.

Domande frequenti

Dove si trova il Grande Mare di Sabbia?

Tra l’Egitto occidentale e la Libia orientale. La porta d’accesso più comoda per i viaggiatori è l’oasi di Siwa, sul suo margine nord-orientale, a circa 50 km dal confine libico.

Quanto è grande il Grande Mare di Sabbia?

Circa 72.000 km², con un’estensione di circa 650 km da nord a sud e 300 km da est a ovest. È uno dei più grandi campi di dune del Sahara.

Si può fare un safari nel Grande Mare di Sabbia da soli?

No. Servono permessi e un operatore locale autorizzato con fuoristrada e autista esperto. Avventurarsi da soli tra le dune è pericoloso e non consentito.

Che cos’è Bir Wahed?

È una sorgente di acqua calda in mezzo alle dune, a circa 12-15 km da Siwa, con un laghetto di acqua dolce poco lontano. È una delle tappe classiche dei safari dall’oasi.

Si può vedere il vetro del deserto libico partendo da Siwa?

Non con le normali escursioni: i campi di vetro si trovano molto più a sud, nel cuore del deserto, e richiedono spedizioni di più giorni con permessi speciali.

È vera la storia dell’esercito di Cambise?

La racconta Erodoto, ma non ci sono prove definitive. Diverse presunte scoperte dei resti non sono state confermate: oggi la si considera una leggenda affascinante più che un fatto storico accertato.

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